Blog sul marketing de L'Ippogrifo®


Categoria: Pubblicità

Be stupid Philosophy

19 gennaio, 2010 (11:15) | Pubblicità | Di: Tiziano

marketing be stupid

Perché gli stupidi hanno le palle, immaginazione, visione e sono creativi. Gli stupidi hanno coraggio e non hanno paura di fallire. Gli stupidi sono brillanti.

Ecco la nuova provocatoria campagna pubblicitaria di DIESEL, che con stampa, outdoor, digital e azioni virali sta già facendo parlare di se.

Peugeot: Motion&Emotion

17 gennaio, 2010 (09:00) | Pubblicità | Di: Davide

Nuovo spot, estremamente spettacolare e d’impatto, per la sigla Peugeot “Motion&Emotion”.

Pubblicità su Twitter: inesperto? Ecco la soluzione!

26 ottobre, 2009 (18:41) | Pubblicità, Social Media Marketing, Web Marketing | Di: Davide

Sei pigro o non particolarmente avvezzo alla tecnologia e alla sfera digitale? Non sei abbastanza creativo da suscitare scalpore su un social media? E ancora: il tuo prodotto non è particolarmente originale? Non sai come allocare le tue risorse in campo pubblicitario?

Ora Twitter ti viene incontro, specie se hai abbastanza denaro da investire ma non sai da dove cominciare.

La scorsa settimana Ad.ly ha lanciato la prima piattaforma pubblicitaria in-stream destinata al noto social media. Come funziona? E’ molto semplice: basta attivare un account su Ad.ly.com, trovare un canale Twitter dove desideri veder pubblicizzata la tua attività e fare un’offerta. Se tale offerta sarà accettata, quel canale pubblicherà il tuo Tweet tutti i giorni per una settimana.

twitter advertising_social media marketing

Ad.ly è una formula ottimale per raggiungere un vasto pubblico in un breve lasso di tempo, ma può provocare una sorta di dipendenza se col tempo non sviluppi un’autonomia imparando come pubblicizzare i tuoi prodotti da solo. Rischi di spendere sempre di più e di frenare il progresso del tuo business.

Meglio cominciare con Ad.ly o imparare subito a camminare con le proprie gambe?

Behavioral targeting, ai consumatori non piace

13 ottobre, 2009 (17:52) | Internet, Mercato, Pubblicità, Web Marketing | Di: Davide

Il recente studio condotto dai docenti delle Università della Pennsylvania, della California e di Berkeley insidia la pratica del “behavioral targeting”, ormai abitualmente e largamente utilizzata per raggiungere i consumatori nell’era digitale. La novità è la seguente: più essi sanno di essere monitorati, meno lo gradiscono.

La maggior parte degli adulti statunitensi (il 66%) non vuole che il marketing entri nella vita privata per adattare la pubblicità agli interessi specifici e una quota abbastanza bassa di cittadini (il 47%) gradisce ottenere sconti mirati per i propri interessi. Per di più, è stato rilevato che più gli intervistati conoscono i principali mezzi di raccolta delle informazioni, più la pratica li infastidisce. Più si conosce, più si resiste.

behavioral-targeting_web marketing

Anche quando si precisa che la raccolta di informazioni da parte dei siti web si svolge in forma del tutto anonima, l’avversione resta: il 68% è certo di non voler essere monitorato, il 19% afferma che “probabilmente” non lo permetterebbe.

Il 69% degli adulti americani, inoltre, crede che ci dovrebbe essere una legge che attribuisca alle persone il diritto di conoscere ciò che i siti sanno su di loro e addirittura il 92% trova che tutti i siti dovrebbero eliminare le informazioni personali qualora l’interessato lo richiedesse.

Anche se lo studio ha scoperto che gli americani più giovani oppongono meno resistenza agli annunci su misura, permane un consistente 55% di intervistati tra i 18 e i 24 anni che non li vogliono. L’86%, poi, si dice contrario nel caso in cui sappia che le informazioni vanno a finire anche su altri siti web. Il 90%, addirittura, è contrario se i siti ricavano indicazioni dalle abitudini “offline” dei consumatori.

behaviorial-targeting-2_web marketing

Le motivazioni? Secondo gli esperti vi è una generalizzata avversione all’essere etichettati in quanto non si conoscono modalità e conseguenze di tali eventualità. Non è secondario il timore che i dati personali si traducano poi in annunci pubblicitari che potrebbero risultare “imbarazzanti” per chi li riceve. Gli americani si dicono favorevoli a “severe punizioni” nei confronti di coloro che violano la privacy online, provvedimenti che possono arrivare fino alla cessazione dell’attività per le società colpevoli e alla galera per i dirigenti responsabili. Sono altresì inclini ad accettare una maggiore apertura del mondo del marketing, ma a patto che sia in qualche modo più limpida e meno invadente.

Che sia così anche nel Belpaese?

Volkswagen, la ricetta del divertimento

8 ottobre, 2009 (11:29) | Curiosità, Impegno ambientale, Marketing Non Convenzionale, Marketing Sociale, Marketing Virale, Pubblicità | Di: Davide

Due spot simpatici ed acuti, con la finalità di trasmettere la buona educazione attraverso la pubblicità.

Guardate cos’è riuscita a tirare fuori dal cilindro la Volkswagen in Svezia!

Qualche consiglio da Guy Kawasaki, padre di Alltop

7 ottobre, 2009 (18:00) | Comunicazione, Internet, Marketing, Marketing Sociale, Mercato, Pubblicità, Social Media Marketing, Web Marketing | Di: Davide

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Autore del sito top-ranking “How to change the world”, classificato tra i primi 500 blog in assoluto, e stabile ospite della top 5 dei canali più seguiti su Twitter, Guy Kawasaki è un vero e proprio guru del social media marketing. E’ lui, in prima persona, a spiegare a HubSpot.com i segreti del suo successo.

“Per fare strada nel blogger business bisogna partire da un terreno fertile, mettere la prima pietra angolare nel punto giusto, ricavarsi una nicchia. L’obiettivo a lungo termine è il dominio webwide ma tutto comincia dall’idea originale”.

Kawasaki è anche il creatore del sito Alltop, aggregatore di news e fonti d’informazione su vasta scala. “L’ispirazione? Me l’hanno data gli introiti pubblicitari e Popurls.com, non necessariamente in questo ordine. Come abbiamo proceduto nel lancio del sito? Comunicati stampa, invio di messaggi a tutti i nostri amici nella blogosfera, la scelta vincente del sistema SXSW. Ciò che non abbiamo usato è proprio il denaro. Se abbiamo speso 20.000 dollari in marketing durante i diciotto mesi di vita del sito è tanto”.

A proposito di Twitter (il suo canale conta 160.000 seguaci), spiega: “Io lo uso come strumento di trasmissione dei contenuti consultabili su Alltop. Non c’è modo più facile, veloce ed economico per raggiungere migliaia di persone. D’altronde, non c’è giusto o sbagliato su Twitter. E’ semplicemente uno strumento, ognuno può decidere liberamente come usufruirne”.

In conclusione, per avere la meglio nella bagarre del marketing online, “bisogna essere qualcosa di buono, innovativo, sconosciuto. E saperlo trasmettere”.

Questi che vi proponiamo sono soltanto alcuni dei passi più significativi dell’intervista, che potete leggere interamente qui.

Pixar, migliaia di palloncini per la prima di “UP”

4 ottobre, 2009 (16:59) | Eventi, Marketing, Marketing Non Convenzionale, Pubblicità | Di: Davide

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La Pixar è un’ottima cantastorie e talvolta riesce addirittura a trasportare la fantasia nel mondo reale. E’ quanto è accaduto la notte scorsa a Londra nel contesto di una campagna pubblicitaria non convenzionale siglata, appunto, Pixar e Disney per il lancio di “Up”, che esce oggi nelle sale cinematografiche del Regno Unito.

I palloncini colorati che si stagliano a migliaia nel cielo di Londra sono del tutto simili a quelli che utilizza il signor Fredricksen, protagonista del cartone animato, per librarsi in volo e vedere il mondo dall’alto.

Senza ombra di dubbio un modo molto efficace di catturare l’attenzione di pubblico e media!

Lego: i bambini non dovrebbero guardare troppa tv

5 settembre, 2009 (17:44) | Comunicazione, Marketing, Pubblicità | Di: Jefree

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La Lego, nota azienda che ormai produce da generazioni l’intrattenimento e il divertimento dei bimbi, ha lanciato una campagna pubblicitaria sfruttando la contrapposizione alla televisione.

Quest’ultima come tutti ben sappiamo è altrettanto una forma di svago, che a volte diverte ma molto spesso lancia messaggi diseducativi.  La sua influenza tra i giovani negli ultimi anni è diventata fonte di preoccupazione di molti genitori e la Lego se non ha il potere di impedire ai bambini di guardare la televisione sicuramente è in grado di offrire una forma alternativa di divertimento. Un intrattenimento molto più costruttivo della tv, un gioco che costruisce la mente e l’immaginazione e non l’annienta come invece fa la scatola per immagini.

Per questo Lego ha realizzato una campagna che mostra scene di programmi televisivi con contenuti non adatti ai bambini, come ad esempio la droga, il sesso e la violenza ed ha usato i blocchi dei Lego per censurarne gli argomenti.

L’agenzia che ha curato la campagna è la Naga DDB/Rapp, Malaysia.