Blog sul marketing e strategie mix B2B de L'Ippogrifo®


Twitter proibito in campagna elettorale

23 luglio, 2009 (20:51) | Comunicazione, Curiosità, Internet, Social Network | Di: Jefree

twitter-marketing- politica

Dal Giappone arriva la notizia che i cinguettii più famosi del momento, quelli di Twitter appunto, sono vietati in periodo di campagna elettorale.

La nota piattaforma di microblogging sarebbe ritenuta uno strumento che va a violare il regolamento di una corretta propaganda.

Tutto nasce dall’intervento di Kenzo Fujisue, senatore democratico all’opposizione, che chiedeva delle delucidazioni all’esecutivo in merito alla campagna elettorale per il rinnovo della Camera Bassa, che avrà inizio il 18 di Agosto con la resa dei conti al 30.

Per le autorità nipponiche, i messaggi inviati con Twitter, sono riconducibili a quei mezzi e metodi che la norma sulle elezioni pubbliche ritiene fuori legge se usati come strumenti di propaganda elettorale.

Ecco che Twitter, che ha avuto nell’ultimo periodo un incremento esponenziale delle utenze, si trova a fare i conti con le prime avversità.

Il social network si dimostra in ogni caso un ottimo strumento per la comunicazione di aziende, enti e istituzioni, inoltre sembra un eccellente mezzo per fare giornalismo in un modo nuovo, immediato e funzionale, perfetto e indispensabile per qualsiasi ufficio stampa che si rispetti.

Che sia l’inizio di una lunga ascesa di Twitter in fatto di popolarità ?

Potrebbe succedere una cosa del genere in Italia?

Post Correlati:

  1. 10 utili statistiche riguardanti Twitter
  2. Twitter: un uragano che rivoluzionerà il modo di fare informazione
  3. Nòva24 rinNòva il sito e diventa tabloid. Campagna Red Cell
  4. Campagna pubblicitaria LOTTO
  5. Campagna Italia dei Valori

Commenti

Commento di Roberto
Ora: 24 luglio 2009, 11:17

Non so se sia giusto vietare i messaggi politichi nei social network, ovvio moderare gli interventi…

Commento di simone
Ora: 24 luglio 2009, 13:10

Effettivamente proibire del tutto l’utilizzo potrebbe essere eccessivo. Come dici tu Roberto, una moderazione potrebbe essere la soluzione giusta.

Scrivi un commento