Chi pagherebbe per Twitter? Lo 0% degli americani
L’esito dell’indagine dell’University of Southern California, di per sé, non sorprende. Ma è talmente incisivo e perentorio da meritare di essere sottolineato. La domanda: quale percentuale di americani pagherebbe per servizi online come Twitter? La risposta: lo 0%. Zero-per-cento.
Il testo della ricerca recita:
“Anche se quasi la metà degli intervistati dagli ultimi sondaggi ha detto di frequentare siti gratuiti di micro-blogging come Twitter, lo 0% ha dichiarato che sarebbe disposto a pagare per questi servizi. Twitter non ha intenzione di “tassare” i suoi utenti, ma questo risultato dimostra, al di là di ogni dubbio, le enormi difficoltà che si incontrano quando si tenta di mettere a pagamento un servizio gratuito”.
Altre rilevazioni interessanti:
- Percentuale di americani su internet: per la prima volta si scopre che la rete è frequentata da oltre l’80% degli americani (82%).
- Ore settimanali in linea: il tempo medio online ha ormai raggiunto le 19 ore settimanali, il più grande incremento annuale di sempre.
- L’uso di internet a seconda dell’età: il 100% degli under 24 è collegato alla rete.
- Bassa adozione dei nuovi media: una percentuale ancora rilevante di utenti non fa instant messaging (50%), blogging (79%), chatting (80%) o telefonate (85%).
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Commento di Meemi
Ora: 30 luglio 2010, 00:55
Ed hanno ragione secondo me.. perchè pagare per un prodotto che non offre nessuna funzionalità esclusiva? Se Twitter diventasse a pagamento, ci sarebbero una marea di siti pronti a prendere il suo posto. Per esempio in Italia c’è meemi, come descritto nel sito che ho linkato!
Secondo me solo Facebook potrebbe permettersi di creare una membership a pagamento, oramai la gente è drogata di FB